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PonzaUn paradiso naturale fatto a scale, poco meno di otto chilometri di natura selvaggia così attraente da aver rubato il cuore al grande Folco Quilici, cittadino onorario, che ebbe a definirla la più bella del mondo insieme a Palmarola, l’isola di Ponza si stende a sud di San Felice Circeo, nel golfo di Gaeta. È la più grande delle isole ponziane, una teoria di isolotti – Gavi, Zannone, Palmarola, Ventotene e Santo Stefano – che galleggiano placidi nel Tirreno.

Arrivare a Ponza è facile con il traghetto, così da raggiungere il porto, un anfiteatro a forma di ferro di cavallo punteggiato di giallo e dal rosso degli edifici che affacciano sul bacino; un bel colpo d’occhio per chi arriva dal mare e un mirabile esempio di architettura borbonica. Oggetto del migliore vip watching che si scatena d’estate quando sul suo molo attraccano i panfili dei nababbi d’oltre oceano è la porta d’ingresso all’anima selvaggia dell’isola.
Una volta approdati qui, si può noleggiare un motorino o optare per una simpatica auto e percorrere la strada panoramica che si inerpica dal porto fin su a Le Forna – consigliata anche per chi preferisce fare del trekking –, e regala scorci panoramici sulle anse e le falesie a picco sul mare turchese. Oltre alla Chiesa dalla Madonna dell’Assunta, a Le Forna si possono visitare alcuni esempi di case grotte, abitazioni scavate nella roccia e utilizzate fin dalla preistoria. Al capo opposto dell’isola altri due imperdibili: il museo etnografico di Ponza (gratuito) con tanti reperti della storia dell’isola e un delizioso pergolato con tavolini all’aperto per una pausa relax, e il giardino botanico posto su un suggestivo belvedere.

Se poi si prende la via del mare si scopre un’altra Ponza tra baie, grotte, spiagge e anfratti in molti casi inaccessibili via terra. Si può noleggiare un gommone (con o senza marinaio) oppure optare per uno dei tanti tour che in poche ore fanno fare il giro dell’isola; con pochi euro e si fa poi la spola dal porto alla spiaggia di Frontone, una delle più frequentate di Ponza.
Per gli appassionati di snorkeling basterà inforcare pinne e maschera e scoprire fondali ricchissimi di gorgonie e alghe rosse o raggiungere i più caratteristici anfratti come le Grotte di Pilato, poco dopo il porto. Per gli amanti dei bagni di sole, spiagge e calette si aprono a ventaglio davvero per tutti i gusti, da Cala Gaetano alla romantica Cala del Core, da Cala Feola, unica sabbiosa dell’isola con piscine naturali di origine vulcanica tutt’intorno, alla splendida Cala dell’acqua.

Ventotene
Non da meno in quanto a spiagge e fondali paradisi – nonostante i suoi soli due chilometri quadrati di superficie –, l’isola di Ventotene fa parte insieme alla vicina Santo Stefano di una riserva marina protetta. Ideale per lo snorkeling, segnaliamo Punta Pascone con un fondale di sabbia lavica nera habitat naturale di tracine e rombi e la Secca dell’Archetto, tunnel subacqueo abitato dalle spugne. Da Villa Giulia, sul promontorio di Punta Eolo, si gode una bellissima vista sul mare.
Come Ponza anche Ventotene è facile da raggiungere con i traghetti.

Fotografie: 123RF (Florence Leandri, ocspirits, dgav)

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